Pronti, partenza, via… o forse no?!

E’ marzo inoltratTonga 2o ed è già tempo di programmare le vacanze, di studiarne nei dettagli il periodo migliore per farle, la destinazione e, soprattutto, la compagnia con cui farle; certo, a causa della crisi che ancora attanaglia il Paese e che ha prodotto una sensibile riduzione delle spese e dei consumi, soprattutto di quelli più voluttuari, non tutti possono concedersi il lusso di fare le vacanze ma noi tutti de Il Punto H vogliamo offrire a chiunque almeno la possibilità di accarezzare un sogno. Ed è proprio per questo che vi chiediamo di seguirci, sempre!

Per coccolarmi, e per coccolarvi a dovere, ho pensato ad una meta esotica, paradisiaca ed originalissima, fuori dai contesti usuali e dai circuiti battuti dal turismo di massa: l’arcipelago di Tonga. Partenza da Milano Malpensa, primo scalo ad Hong Kong, secondo scalo ad Auckland per poi ripartire verso la tappa finale; il ritorno via Los Angeles, New York. Praticamente una passeggiata lungo il globo a qualche migliaia di metro di altezza; mi raccomando, Xamamina per i più deboli e, perché no, magari pure un po’ di melatonina per chi ha difficoltà ad Tonga 4assorbire jet-lag e fusi orari.

E’ notizia di pochi giorni fa l’emersione -avvenuta nell’appena trascorso mese di febbraio- di una nuova isola di origine vulcanica nel cuore del Pacifico: appunto, nell’arcipelago di Tonga, in piena Polinesia, dove un’eruzione sottomarina ha prodotto nel giro di pochi giorni l’affioramento dell’isola in questione sulla quale, con chi ci sta, io e i miei pois vorremmo andare in vacanza il prossimo ottobre; già, proprio ottobre perché noi siamo per la destagionalizzazione delle ferie e perché, vivendo io nell’incantevole Salento, mai penserei di lasciare il mio bellissimo mare in agosto. A proposito, io porterò con me i miei pois ed i miei papillons, non avendo altro mi accontenterò di loro; voi scegliete con cura la vostra compagnia: evitate marmocchi gracchianti e compagni/e petulanti e brontoloni.

 Il fazzoletto di terra non ha ancora un nome e si presenta in forma ancora non del tutto consolidata, non mancano infatti parti di terreno particolarmente franose e friabili e Tonga 1laghetti melmosi (che in verità hanno l’estensione di poco maggiore di quella di comunissime pozzanghere!) che si caratterizzano per mefitiche (o rigeneranti?) esalazioni sulfuree. Si tratta di una specie di cono con un’altezza massima di 250 metri e che si gira a piedi in una mezzoretta, un buen retiro o una ghiotta evasione per coraggiosi ed intrepidi viaggiatori che abbiano voglia di scoprire e d’interagire con una natura talmente aspra, e seppur di devastante bellezza, che L’Isola dei famosi… levati proprio!

Come molti di noi potranno ben immaginare, e come di fatto non potrebbe essere diversamente date tonga 3le naturali e congenite attitudini italiane alle scoperte ed ai viaggi, il primo a metter piedi sulla nostra prescelta è stato proprio un italiano, tal Gianpiero Orbassano, un torinese che dopo aver fotografato mezzo mondo ha scelto di trascorrere gli anni della sua pensione nel cuore della Polinesia come proprietario dell’Hotel Water front di Tonga, il cui nome già la dice lunga. Orbassano, avendo il fulcro della sua attività su un’isola attigua, una delle 53 abitate delle 173 dell’intero arcipelago, durante una delle sue scampagnate per mare con il figlio si è accorto della novità ed ha voluto, ovviamente, esplorare per prenderne cognizione; non è escluso che l’italian business man abbia già potuto fare qualche pensierino in proposito magari ipotizzando la realizzazione, proprio su questa nuova isola, di qualche dépendance del suo resort per favorire ancora meglio e di più le esigenze di privacy dei suoi clienti. E quanto sarebbe bello, in effetti, svegliarsi in una lussuosissima camera con ampia veduta su un pezzo di terra ancora fumante e che potrebbe regalare da un momento all’altro bollenti e spettacolari getti di aria calda se non addirittura di roventi lapilli di lava?! Certo, tanto affascinante quanto non poco pericoloso ma noi amiamo il pericolo, vero?

Il guaio però, e qui s’infrangono miseramente non soltanto i sogni di Orbassano ma pure i nostri, è che la deliziosa isoletta è destinata a scomparire esattamente così com’è venuta fuori: un affondamento che potrebbe arrivare anche in tempi decisamente brevi e che, ahinoi, riporterebbe negli abissi ogni nostra ventilata ipotesi di avventura o anche soltanto di vacanza relax.

Che fare a questo punto? Beh, se avete un conto in banca sostanzioso unito alla possibilità di potervi spostare senza problemi anche da un giorno all’altro non vi resta altro che prenotare il volo e l’albergo, magari chiedendo al signor Orbassano di sistemarvi in una delle sue accoglienti dimore e di accompagnarvi a godere di questo nuovo spettacolo della natura e sperando che, nel frattempo, esso non si sia di nuovo consegnato agli abissi dell’oceano.

Dal canto mio io con i miei pois ed i miei papillons aspettiamo trepidanti i vostri selfie: mi raccomando, siate selvaggi ed immediati come la natura che vi circonderà. No filter! Buon viaggio e divertitevi!

Ciauz!

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