Associazioni contro l'omosessualità promuovono un corso di Bioetica

Semmai qualcuno avesse pensato, forte del silenzio di sentinelle e associazioni pro Family Day, che la scena italiana fosse finalmente libera da immotivate opinioni contrarie (se così si possono definire) all’omosessualità.
È stato annunciato, dall’associazione CitizenGo l’avvio di un Corso di Alta Formazione in Bioetica: aspetti filosofici, etici, fisiologici, giuridici e politici, il cui programma prevede ben 80 ore di lezione, al costo di 300 euro chiesti per completare l’iscrizione.
I valori che, secondo quanto dichiarato, ispirano la CitizenGo sono quelli della dignità umana e dei diritti umani. È legittimo dubitarne nel momento in cui si presenta un corso palesemente contrario all’omosessualità, anche se appare difficile comprendere la connessione tra questa e la bioetica. Leggendo l’e-mail inviata agli iscritti di CitizenGo si può conoscere la descrizione del corso, concepito come «occasione di formazione veramente imperdibile, più unica che rara: il Corso ha il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita e del Consiglio Nazionale Forense. Per CitizenGO è un motivo di grande orgoglio, perché certifica il ruolo sempre più importante che stiamo giocando in Italia per la difesa dei nostri valori comuni».
Sempre nel testo dell’e-mail è descritto lo scopo del corso, ovvero «fornire – a chiunque lo desideri – gli strumenti per capire in modo veramente completo ed esauriente lo stato attuale del dibattito scientifico, sociale, culturale, politico sui più spinosi e controversi temi di Bioetica».
L’ assoluta specialità” del corso sarebbe la partecipazione «di specialisti scientifici, accademici e professionisti», ma anche di «attivisti che in qualità di semplici cittadini hanno condotto in Italia le più importanti battaglie politiche e culturali sui nostri valori. I protagonisti del Family Day… e non solo!».
A sorprendere in negativo è certamente il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense, dal quale non ci si attenderebbe il sostegno ad iniziative organizzate da attivisti, soprattutto se schierati a favore del Family Day
La speranza è allora quella che il CNF prenda presto le distanze da questa iniziativa, costruita sulla individuazione di un nemico, e volta a criticare il risultato di anni di battaglie per la difesa dei diritti della comunità LGBTI.

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