Il Punto Seriale _ La Casa de las Flores

Mi chiamo Roberta Sanchez.
E vi racconterò la storia di una famiglia quasi normale.


Quanto ci piacciono le famiglie moderne e disfunzionali? E quanto ci piace il trash degli sceneggiati strappalacrime latineggianti??
Bene: mescolate il tutto, ovviamente in chiave moderna e argutamente dark, buttate in un calderone bollente chiamato Netflix e… Ecco a voi ‘La Casa de las Flores’, una sorprendente serie tv messicana che sta stregando il mondo!
La casa del titolo dà il nome a due luoghi molto diversi tra loro. Da una parte, una prestigiosa e rinomata fioreria di proprietà della famiglia De La Mora, capeggiata dalla matriarca Virginia. L’altra Casa de las Flores è, invece, un cabaret di drag queens e transessuali, i cui proprietari sono il marito di Virginia, Ernesto, e la sua amante Roberta. Due mondi separati che si mischiano quando quest’ultima decide di impiccarsi nella fioreria diventando, così, voce narrante che ci rivelerà segreti inconfessabili e pittoreschi.

Nell’ordine: un funerale in cui si canta ‘Maledetta Primavera’ a squarciagola ,drag queens che si accapigliano con spogliarellisti stupidotti, un confuso bisessuale che adora girare tape amatoriali, uno psicologo che fa parlare i propri pazienti con un calzino, una donna che spaccia marijuana nascosta nei suoi fiori, una transessuale avvocato di grido, una ereditiera promessa sposa a un nerboruto ragazzone di colore americano e molto, molto altro.

‘La Casa de las Flores’ è un soprendente miscuglio di ‘Desperate Housewives’ e ‘Brothers & Sisters’ con un pizzico di follia alla ‘Scream Queens’, il tutto condito da un taglio dark che rende il tutto assolutamente irresistibile! Ambientazioni e regia omaggiano la grande tradizione degli sceneggiati messicani, ma con una rilettura molto astuta che rende il risultato moderno e a tratti perfino inquietante. Lo stile recitativo è volutamente stereotipato e melodrammatico e si bilancia perfettamente con i temi scabrosi e all’avanguardia.
Ogni episodio porta il nome di un fiore e del suo significato: dal narciso (la menzogna), passando per la petunia (il risentimento) fino al papavero, ovvero la resurrezione.
Azzeccatissimo il cast, su cui spicca la leggendaria Verónica Castro: incontrastata diva delle peggio telenovelas anni 80 (una su tutte: ‘Anche i ricchi piangono’) e qui, alla veneranda età di 65 anni, nei panni della matriarca di questa famiglia, nonchè proprietaria della Casa de la Flores. Una donna un po’ ottusa che dovrà imparare in fretta a gestire turbolenti figli, figliastri, scandali sessuali e amiche impiccione. Tutto pur di finire sulla copertina di Vanity Fair! Attorno alla star, ottimo il lavoro dei comprimari, in particolare di Cecilia Suárez: l’interprete della figlia maggiore Paulina, una elegante donna sull’orlo dell’esaurimento nervoso e che si giostra fra una famiglia borderline, un figlio ribelle e un ex marito transessuale.
Una serie esplosiva e molto, molto più furba di quanto non sembri a prima vista!
Amo questa rubrica, perchè grazie a lei ho la possibilità di scovare perle del genere alle quali, normalmente, non mi sarei mai avvicinato.
Ecco il trailer.
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Sciaouz!
Tracio

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