Libero e la sterile e omofoba polemica su Masterchef

MasterChef italia - libero e l'omofobia contro Antonio Lorenzon
Libero – il famoso “mappazzone” di notizie e odio in carta straccia, non si smentisce e continua con la sua linea omofoba.

L’articolo in quesitone è apparso a pagina 29 dell’edizione del 7 marzo 2020, e la penna che l’ha scritto – seppur in maniera pacata – si staglia contro la bellissima scena finale che vede il vincitore di questa edizione di Masterchef – Antonio Lorenzon – chiedere la mano al proprio compagno di vita, con buona sorpresa del pubblico a casa e dei presenti.

Tralasciamo i dati di share televisivo, chi produce il programma e il perché MasterChef Italia riesca ancora ad essere il programma di cucina più seguito nonostante la presenza di cuochi e wanna-be-cuochi su ogni canale tv a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma non posso e non riesco a passare sul fatto che “la penna” che ha scritto l’articolo in oggetto, debba pacatamente – sì, perché almeno ci ha provato a far passare questa sua omofobia inosservata (o forse no?) – spalare merda (e permettetemi il francesismo, ndr), su di un evento tanto normale quanto unico e irripetibile.

Forse, sempre “la penna” dietro questo articolo, non conosce le complicate gestioni e organizzazioni che ci sono dietro un programma televisivo così importante e seguito come MasterChef Italia; forse, sempre questa “penna”, non sa che di sicuro Antonio ha chiesto il permesso alla produzione di poter fare una cosa del genere e che tale permesse gli è stato accordato previo il rispetto di alcune “regole” di buon senso comune che si applicano a qualsiasi concorrente che voglia fare una proposta di matrimonio in tv (etero o gay che sia).

E poi, cara “penna” dietro questo articolo, puoi – per un nano secondo almeno – provare a capire che ciò che MasterChef Italia ci ha regalato in questa finale, altro non è che uno spaccato della realtà italiana di oggi?

Facciamo tutti pace col cervello, e andiamo avanti: tutti ripetiamo sempre che “il mondo è bello perché vario”…. e allora, mettiamo in pratica questo detto e guardiamo a questa bellezza delle altrui differenze, usciamo da questo medioevo intellettuale e sociale.

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