6 inconfondibili segnali di rottura — Prima parte

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Non sono semplici liti. Sono il preludio della fine della storia. Incolpare l’altro e desiderare di cambiarlo sono i primi di sei segnali cui fareste meglio a prestare attenzione, se tenete alla vostra relazione.

Tutte le coppie litigano, partiamo da questo. Non esiste al mondo una coppia che non abbia una discussione, una divergenza di opinioni, un malinteso. Cosa accade quando si litiga? Spesso ciascuno tira fuori il peggio di sé, vomitandolo letteralmente addosso all’altro. I piccoli dettagli difettosi diventano problemi insormontabili, qualche mancanza occasionale diventa imperdonabile carenza di amore e rispetto. Tutto viene ingigantito o sminuito, pesantemente. E magari partono pure insulti e parolacce, che in una lite accesa ci stanno sempre a fagiuolo. 
In particolare, non di rado si tende a incolpare l’altro per qualsiasi sciocchezza. Si tergiversa, si cambiano le carte in tavola. In questo modo, si fa ricadere sull’altro la responsabilità di qualunque tipo di guasto o crepa all’interno della coppia.
Se in una relazione ci sono dei problemi, la colpa — se così vogliamo definirla, ma personalmente non è un termine che amo — quasi mai è di uno solo. Le coppie che funzionano non cercano colpevoli ma soluzioni. Ci sarà sempre qualcosa che non va in una relazione. Meglio scovare quello contro cui puntare il dito o ingegnarsi per trovare una soluzione efficace che risolva il problema?
Una relazione sana e funzionale – composta da due persone mature e intelligenti, entrambe motivate dalle stesse intenzioni (ovvero, far funzionare la relazione) – vede nel momento di difficoltà un’occasione per crescere e maturare, insieme. Le altre cercheranno un colpevole da punire per aver rotto l’incantesimo della coppia perfetta. 
Chi incolpa l’altro automaticamente prende le distanze da quel progetto iniziale chiamato “noi”. Chi non ha più intenzione di affrontare “i nostri problemi” trova più comodo e veloce far cadere tutto sull’altro affinché risolva i suoi di problemi. Ehm no, non ci siamo.
I problemi sono pertinenti alla vita, di coppia e non. Nessuna esistenza o relazione è immune da situazioni poco piacevoli. Per risolverle all’interno di una coppia, è necessario che ci sia un “noi” solido, forte, importante. Se alla base non c’è, o vi impegnate a costruirlo se lo desiderate, oppure lasciate perdere. 
Desiderare di cambiare l’altro è ciò che meglio spiega cosa voglia dire dare la colpa all’altro. “La nostra relazione non va bene perché tu sei sbagliato” quindi devi diventare come voglio io e devi fare come dico io. Ehm no, di nuovo, non ci siamo.
Se davvero ami il tuo fidanzato, non puoi esigere che sia diverso da quello che è. Se non ti sta bene al cento per cento forse non hai ancora capito un piccolo dettaglio: non esiste al mondo una persona che potrà mai piacerci al cento per cento. Tutti abbiamo i nostri lati migliori e peggiori. Se hai scelto lui nonostante i suoi difetti, ora non rompere i coglioni. O te lo tieni o lo molli. Ma non dare la colpa a lui.
Se per esempio il tuo compagno non è dichiarato, è probabile che nascano questioni sulla visibilità della vostra relazione. A te magari non frega niente di essere visto mano nella mano con lui. Anzi, ti fa solo piacere. Per lui invece sarebbe la fine di un teatrino che ha montato sapientemente nel tempo e ci è troppo affezionato. Si nasconde dietro lo stesso personaggio da una vita intera. E anche se sta con te, lui non è gay. Sia ben chiaro, eh. Ti sei scelto uno che sta pieno di omofobia interiorizzata e, se non te ne fossi ancora accorto, non sarà una passeggiata.
Se sei in una relazione che non ti rende pienamente felice, non c’è bisogno di ingoiare e tenersi tutto dentro. Parlate, comunicate, esprimetevi. Chiedetevi come sta la vostra coppia, cosa potete fare se c’è qualcosa che non va. Dialogate, confrontatevi. Senza paura e senza imbarazzo. Prima che spuntino altri segnali di “prossima rottura” che vedremo nei due prossimi post.
Alessandro Cozzolino, life coach

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