PIxar rilascia OUT: cortometraggio animato con personaggi gay.

PIXAR presenta OUT, cortometraggio con coppia gay

Dopo l’agente Spencer, il personaggio lesbo di Onward, Pixar include sempre più personaggi LGBT+ nei loro film.

Un piccolo passo per Pixar, un possibile passo da gigante per la presenza di LGBT+ nei film di animazione.

Pixar ha rilasciato Out, un nuovo cortometraggio di animazione che presenta il primo personaggio principale gay nella storia dei tre decenni dello studio di produzione cinematografica. Questo film per famiglie (che è disponibile in streaming su Disney+) segue la storia di Greg che si sta preparando a trasferirsi in un nuovo appartamento in una grande città con il suo ragazzo, Manuel.

Greg, tuttavia, non ha ancora fatto coming-out con i suoi genitori e le cose diventano ancora più interessanti quando questi ultimi si presentano a sorpresa per aiutarlo a fare le valigie. La storia diventa ancora più “complicata”, ma in un modo carino e divertente, e con l’aiuto del suo cane e un pò di magia, Greg scopre che non ha nulla da nascondere e di cui preoccuparsi.

La politica sempre più inclusiva di Pixar e Disney sta creando una piccola ‘rivoluzione’ nella storia dei film d’animazione e questo dovrebbe in realtà gettare una luce migliore sulla normalità delle famiglie LGBT+ e aiutare le giovani generazioni a essere più inclusive nel tentativo di sradicare l’omofobia e il razzismo.

Ciò che ci sorprende di più sono tutte quelle lamentele che Disney e Pixar hanno ricevuto e continuano a ricevere da “genitori bigotti e timorati di Dio” che accusano questi due produttori di “inculcare i loro figli con una propaganda gay” o di “trasformare i bambini etero in bambini gay” … pensano davvero che Disney e Pixar abbiano poteri magici per farlo?

Tutto ciò è così tristemente esilarante però: nessuno si è mai lamentato del personaggio sexy e sessualmente esplicito di Jessica Rabbit in “Chi Ha Incastrato Roger Rabbit”, dove la femme-fatale mostrva provocatoriamente i suoi enormi seni e il suo corpo sexy, dove sempre lei teneva conversazioni con “allusioni sessuali” insieme ad altri personaggi, ma poi se abbiamo un rappresentante LGBT+ in un film di animazione, solo allora i bambini potrebbero correre rischi per la loro “salute sessuale e mentale”!

Che mondo strano.

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